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"GIULLARI DELLA BRIANZA"
" ...il tempo, inesorabile, farà il suo corso; altre persone imbracceranno gli stessi strumenti, altre canzoni allieteranno le folle, altri amici percorreranno le nostre stesse strade, innalzando identici valori ed ideali; passeranno gli anni ma mai si fermerà la volontà degli uomini di amare, stare insieme, vivere..."
Ricky Tricomi, Noi Popolo Nomade, 2004.
Quando penso a come tutto ebbe inizio mi vengono i brividi perchè il princìpio di tutte le cose è il periodo più bello per ogni situazione, basti pensare ad una storia d'amore. Correva la primavera del 1993, avevo 17 anni e stavo lavorando con un cugino artigiano per sbarcare il lunario; passavamo molto tempo sul furgone per gli spostamenti ed ascoltavamo molta radio. Venivo, tanto per intenderci, da una cultura musicale abbastanza misera, a parte i Pink Floyd che amavo dalla tenera età.
Non mi ero mai soffermato, per esempio, sul significato dei testi delle canzoni, omettendo totalmente dal mio bagaglio musicale la vasta categoria dei cantautori. Mio cugino era un gucciniano della prima ora pertanto ascoltava spesso anche gli album dei Nomadi. In quel periodo, la colonna sonora dei nostri spostamenti era immancabilmente "Ma noi no", raccolta dei più grandi successi di quello che per me fino a quei giorni rappresentava solo il nome di una band del passato ormai dimenticata, che i primi tempi su quel furgone pensavo a come potesse appassionarsi ad un gruppo degli anni '60 e a volte credo addirittura di averlo deriso col pensiero per questo motivo.
Passavano i giorni e qualcosa in me stava cambiando, le parole mi entravano nella testa prepotentemente, la sera cantavo a squarciagola "Il pilota di Hiroshima" sotto la doccia, stavo imparando ad "ascoltare" davvero anche con il cuore. In quei giorni, nella compagnia che frequentavo, nominai i "Nomadi" e casualmente una ragazza presente tirò fuori dalle tasche la cassetta di "Ma che film la vita" dicendo che era un prestito di una compagna di classe ma che a lei non interessava; me la feci consegnare e cominciai ad ascoltare quello che ancora oggi definisco l'album che mi fece definitivamente innamorare dei Nomadi.
Da quel momento mi buttai a capofitto in quel mondo cosi affascinante scoprendo il mito di Augusto e avvicinandomi al nuovo corso quasi in parallelo perchè proprio a maggio uscì "Contro" e si affacciò la nuova formazione con Danilo e Francesco. Ci misi ben poco tempo a "contagiare" la mia famiglia e qualche amico; nel settembre '93 mi trovai ad assistere al primo concerto ad Urgnano (BG) provando emozioni indescrivibili. Da quella sera è stato un susseguirsi di passione, incontri, aneddoti che potrebbe raccontare qualsiasi persona che appartiene alla grande famiglia del popolo nomade.
Il nostro gruppo di amici era oramai abbastanza numeroso tanto che cominciammo seriamente a prendere in considerazione l'idea di creare un fans club. Giravamo l'Italia in lungo e in largo ed assistevamo ad una media di almeno una trentina di concerti ogni anno nei quali ci accorgevamo della presenza di tantissimi gruppi organizzati. Un giorno qualunque del 1996 decisi che era giunto il momento anche per noi; radunai le persone a casa mia e nacque in via non ufficiale il fans club "Giullari della Brianza" a Muggiò.
Eravamo già dotati di uno striscione che esponevamo con orgoglio ovunque. Il passo dell'ufficialità avvenne esattamente nel 1998 quando ci fu la cena di inaugurazione con la presenza di Beppe e Cico e successivamente il concerto dei Nomadi che organizzammo a Muggiò nel 1998. passati ben quindici anni dalla nascita del club e posso affermare di essere orgoglioso di avere contribuito alla fondazione dei "Giullari della brianza" ma sono altrettanto onorato e felice di avere passato il testimone a persone speciali che hanno raccolto la nostra eredità con passione e dedizione mantenendo saldi i valori che contraddistinguono questo gruppo. A nome di tutti i giullari di ieri mando un ringraziamento sincero ai nuovi giullari di oggi e a quelli di domani, certo che ognuno contribuirà a fare in modo che la nostra bandiera sventoli sempre alta nella grande famiglia del popolo nomade in tutta Italia.
RICKY TRICOMI